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È stato pubblicato il 20 maggio 2026 il Dpcm del 26 marzo 2026 che disciplina i controlli sui contributi pubblici “di entità significativa”, applicabile già ai fondi percepiti dal 1° gennaio 2025. Tali contributi sono quelli superiori a 1 milione di euro (o pari ad almeno il 50% dei ricavi del beneficiario) destinati a specifici progetti di interesse pubblico.

Il decreto introduce l’obbligo per i collegi sindacali e\o revisori di verificare l’utilizzo corretto dei fondi e l’uso per i progetti finanziati, oltre a quello di trasmettere una relazione annuale al MEF entro il 30 aprile. In caso di mancato rispetto degli obblighi o uso non conforme delle risorse, possono esserci conseguenze sull’accesso a futuri finanziamenti.

Se l’ente non ha ancora un organo di controllo è tenuto a istituirlo (anche monocratico) adeguando statuti e regolamenti.

Gli enti erogatori dovranno inoltre comunicare ogni anno (entro il 28 febbraio) alla Presidenza del consiglio e al Mef l’elenco dei beneficiari che hanno ricevuto contributi di entità significativa.

Si attendono indicazioni per le modalità di invio telematico delle relazioni.

Restano criticità operative, in particolare per il primo anno di applicazione (2025), dato che alcune scadenze risultano già trascorse al momento dell’entrata in vigore del decreto e non vi è nessuna norma transitoria in merito.